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PROTEZIONE AMBIENTALE
ARTICOLIATTI qualifica di UPG

10/05/2010LE AGENZIE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE Con la crescita della centralità delle tematiche ambientali nell'ambito delle politiche pubbliche, nella maggior parte dei paesi industrializzati sono state create strutture tecniche specializzate di supporto alle varie funzioni di governo dell’ambiente, esterne e autonome rispetto agli apparati tradizionali dell’amministrazione pubblica.
L'istituzione dell'Agenzia europea per l'ambiente (AEA), risalente al 1990, è espressione di tale tendenza.
Il suo ruolo fondamentale è quello di fornire alla Comunità ed agli Stati membri, informazioni oggettive, attendibili e comparabili a livello europeo, che consentano
• di adottare le misure necessarie per la protezione dell'ambiente,
• di valutarne l'attuazione
• di garantire una efficace informazione del pubblico sullo stato dell'ambiente.
Tali obiettivi sono perseguiti dall’AEA mediante la creazione ed il coordinamento di una rete
europea di informazione e di osservazione ambientale, in collaborazione con gli Stati Membri.

LE AGENZIE PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE IN ITALIA:  In maniera analoga a quanto avvenuto in ambito europeo, con l'istituzione dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), avente sede a Copenhagen, anche in ambito nazionale è stato istituito un sistema di Agenzie con il compito principale di supportare, dal punto di vista tecnico-scientifico, la Pubblica Amministrazione nell'esecuzione delle sue attribuzioni in materia ambientale.
Sul piano istituzionale, la riforma definisce un sistema complesso di organismi (le agenzie) caratterizzato da una struttura nazionale (ANPA, poi APAT, oggi ISPRA) e da strutture regionali e delle province autonome (ARPA/APPA) la cui istituzione viene demandata al legislatore regionale, secondo una disciplina uniforme nei tratti essenziali. Si tratta, sia a livello centrale che periferico, di figure organizzative nuove caratterizzate da un alto profilo di specializzazione tecnica, da autonomia e separatezza rispetto agli organi di amministrazione attiva (modello agenziale).
Tali enti, comunque, sono soggetti al potere di indirizzo politico ed a varie forme di controlli sugli organi e sugli atti rispettivamente del Ministero dell’ambiente e delle Regioni, che ne escludono il carattere di vere e proprie amministrazioni “indipendenti” (modello authority).
L'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) è stata istituita dalla legge 21/1/94, n.61, che concerne anche la riorganizzazione dei controlli ambientali e l'istituzione delle Agenzie
regionali.
La Legge n. 61/94 è intervenuta a colmare la situazione di vuoto legislativo scaturito dalla consultazione referendaria del 1993 che aveva sottratto alle unità sanitarie locali le competenze relative alla prevenzione e all’igiene ambientale.
L’occasione è stata colta dal legislatore italiano per introdurre una disciplina radicalmente innovatrice: oltre a riordinare la materia dei controlli ambientali, sono state poste le basi normative di un vero e proprio riassetto istituzionale e funzionale nel campo della protezione ambientale.

LE AGENZIE REGIONALI PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE (ARPA): L'art. 03 della legge 61/94 assegna il compito alle Regioni di istituire proprie Agenzie regionali per l'ambiente (ARPA) entro il 21 luglio 1994.
Le ARPA dovrebbero fornire il supporto tecnico-scientifico necessario per la pianificazione e gli interventi a livello regionale, gestire l'informazione ambientale regionale, organizzare programmi di educazione e formazione ambientale e, soprattutto, effettuare i controlli e le azioni di prevenzione ambientale tramite le proprie strutture tecniche presenti sul territorio.
Alle ARPA sono attribuiti il personale e le attrezzature dei PMP (Presidi Multizonali di Prevenzione), nonché quelli dei servizi delle USL adibiti alle attività a carattere in campo ambientale.

Di cosa si occupano le ARPA:  
- Effettuano il monitoraggio dello stato dell'ambiente; svolge accertamenti sulle fonti di inquinamento e gli impatti che ne derivano, occupandosi dell'individuazione e della prevenzione di fattori di rischio per la salute dell'ambiente e dell'uomo.
- Provvedono alle ispezioni sul territorio per controllare il rispetto delle norme in materia di tutela ambientale e verificare che le prescrizioni contenute negli atti autorizzativi rilasciati dalle amministrazioni competenti siano rispettate ed effettua i controlli tecnici che serviranno alle autorità competenti per adottare i provvedimenti necessari alla tutela dell'ambiente.
- Mettono a disposizione delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini i risultati delle attività di controllo e monitoraggio e della collaborazione con altri soggetti produttori di informazione ambientale, attraverso un efficace ed esauriente sistema di diffusione della conoscenza ambientale
- Forniscono assistenza tecnica agli Enti pubblici nell'esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela ambientale: pareri, proposte di carattere tecnico-scientifico, supporto alle attività istruttorie.
- Promuovono, anche presso le imprese e i cittadini, l'adozione di comportamenti più sostenibili per l'ambiente favorendo l'accesso all'informazione anche attraverso programmi e attività di comunicazione, educazione e documentazione contribuendo a far crescere l'attenzione e la cultura diffusa sulle questioni ambientali.

Le ARPA effettuano

  • monitoraggio della qualità dell'aria e controllo delle emissioni in atmosfera
  • monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee
  • studio dell'ambiente marino-costiero e dell'ittiofauna
  • difesa del suolo, con azioni di controllo sui produttori di rifiuti speciali e sui gestori di impianti di trattamento rifiuti
  • controllo dell'inquinamento acustico
  • monitoraggio dei campi elettromagnetici e controllo sugli impianti e sui siti coinvolti
  • controllo e analisi di aria, acqua, suolo e rifiuti per verificare la presenza di amianto
  • monitoraggio sui siti contenenti radon
  • analisi sugli alimenti
  • controllo della salute delle piante, controllo e monitoraggio degli OGM
  • studio dei rapporti tra lo stato dell'ambiente e l'insorgenza di alcune malattie (epidemiologia ambientale)
  • diffusione di strumenti volontari di gestione della sostenibilità ambientale (ISO 14001, EMAS, Ecolabel)
     

File:
Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n°152 - Norme in Materia Ambientale