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News del Gennaio 2018

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Attribuzione della qualifica UPG a personale diverso da TdP01/01/2018   Attribuzione della qualifica UPG a personale diverso da TdP

Grazie all'iniziativa dei colleghi di Dolo che hanno sollecitato con un'interrogazione parlamentare il Ministero della Salute, sull'attribuzione della qualifica di Polizia Giudiziaria a personale diverso dal profilo del Tecnico della Prevenzione, il Sotto Segretario della Salute On. Davide Faraone, che da noi incontrato più volte conosce bene la nostra Professione, ha tra le altre osservazioni dichiarato "desidero precisare per quanto di competenza del Ministero della salute, che, nell'ambito delle attribuzioni riservate alla professione sanitaria di Tecnico della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, di cui al decreto ministeriale n. 58/1997, la qualifica di Ufficiale di Polizia giudiziaria deve essere rilasciata unicamente al personale abilitato all'esercizio della professione sanitaria stessa". Quanto affermato rappresenta per noi un elemento positivo anzi un punto importante sul quale NOI non abbiamo alcun dubbio e che presidiamo e presidereremo sempre, a prescindere dallo scadere della legislatura, anche attraverso l'inizio di azioni legali di denuncia contro la sperequazione avviata da alcuni Servizi in relazione all'attribuzioni della qualifica di UPG a prescindere da quelle che sono le competenze specifiche e certificate da percorsi universitari e formativi specifici ed essenziali non solo per la conoscenza del diritto e degli atti di PG ma anche strettamente legate ad un agire professionale consapevole ed appropriato oltre che FUNZIONALE al corretto perseguimento, EFFICACE ed EFFICIENTE, degli obbiettivi di Salute in tema di Sicurezza Alimentare, Sanità Pubblica, Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro e Protezione Ambientale. A quanto spopra si aggiunge, oltre alle improprie attribuzione della qualifica di UPG, il ricorso da parte dei servizi all'assegnazione a profili diversi anche non laureati (es Assistenti Tecnici, ecc.) di compiti e funzioni specifiche di vigilanza e controllo sulle discipline della Prevenzione primaria e ricundicibile al campo proprio delle nostre attività professionali. A sostegno di quanto affermato in proposito vale la pena ricordare quanto i processi valutativi, decisionali e di responsabilità sono propri delle professioni intellettuali (laureate), come per altro sostenuto anche dalla Comunità Europea in relazione ai livelli di formazione e di responsabilità e, come in precedenza ricordato, afferenti al "campo proprio" delle attività delle Professioni Sanitarie come prescritto dalla L.42/99. Tale esercizio improprio di Professione, oltre a rappresentare un potenziale illecito perseguibile, costituisce un elemento di pericolo conseguente all'errata attivazione dei processi decisionali connessi all'analisi, valutazione e gestione dei rischi, senza trascurare la legittimità degli atti emessi a seguito o dell'illegittimità delle funzioni impropriamente ricoperte e/o dei possibili errati processi valutativi (con rilevabile responsabilità diretta dell'Ente che ha predisposto l'assegnazione), rappresenta anche un problema occupazionale non trascurabile per la Professione in quanto i posti che dovrebbero essere di competeza del nostro profilo sono assegnati ad altre figure professionali. Questo punto rappresenta per la nostra Associazione un punto d'impegno tant'è che gia sono partite le prime denuncie su tale tematica e sul quale siamo vigili ed attivi in prima linea.                                              (redazionale a cura del Presidente UNPISI)


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aic.camera.it/aic//scheda.html?numero=5-11393&ramo=C&leg=17