Sezioni collegate:

Legislazione alimentare

Micologia pubblica

 

 

 

Segnalazioni legislative 1° semestre 2006

 

 

Controlli igiene alimenti: riunione Commissione Senato 20/12/05

 

OGM, disposizioni sanzionatorie: scarica il D.Lgs. 21 Marzo 2005 n 70

 

 

Circolare Min. Att. Prod. 169/04 su etichettatura alimenti 

 

Precisazione in merito all'applicazione normativa

L'art. 1 della legge di conversione n 204/2004 prevede che tutti i prodotti alimentari rechino, in etichetta, indicazione del luogo di origine o provenienza (comma 1): Al mancato adempimento del suddetto obbligo si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.600 a 9.500 euro e, in caso di recidiva, la sanzione accessoria della sospensione sino a sei mesi della commercializzazione dei prodotti (comma IV):

Le modalità d'indicazione dell'origine, tuttavia, dovranno venire indicate con decreti dei Ministeri delle Politiche Agricole e Forestali e delle Attività Produttive, da emanarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge in questione (comma III).
E' quindi chiaro  e ne consegue che le imprese del settore alimentare non potranno venire chiamate ad adempiere la prescrizione di cui all'articolo 1 bis sino a quando il contenuto della stessa non verrà definito, attraverso i succitati decreti ministeriali.
Decreti di cui a tutt'oggi non si ha notizia.
Le notizie apparse sulla stampa, di certo, hanno generato un equivoco producendo notizie parziali ed inesatte sui tempi e modi di applicazione.

 

Flash

Disciplina della panificazione: le novità del “Decreto Bersani”

Dal 4 luglio 2006 – data di entrata in vigore del Decreto legge n. 223, noto come “Decreto Bersani” - la disciplina dell’attività di panificazione è cambiata.

Per l’installazione di un nuovo impianto di panificazione, nonché per il trasferimento o la trasformazione di panifici esistenti non è più necessario essere in possesso della licenza di esercizio rilasciata dalla Camera di Commercio. Infatti, essendo stata abrogata la legge n. 1002 del 1956 che regolava il settore, l’ente camerale non rilascia più le autorizzazioni per gli impianti di panificazione. Chiunque volesse esercitare attività di panificazione dovrà inoltrare Dichiarazione di Inizio Attività al Comune competente per territorio, ai sensi dell’art. 19 della Legge n. 241 del 1990. La Dichiarazione dovrà essere corredata da:

Rimangono invece inalterati gli obblighi relativi alle domande/denunce da presentare, a seconda dei casi, al Registro delle imprese e/o Albo delle imprese artigiane.

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BioAgriCert: il nuovo sito

E' attivo il nuovo portale di Bioagricert, organismo indipendente di controllo e certificazione delle produzioni agro-alimentari. E’ possibile registrarsi come utenti cliccando su "registrati" e compilando l'apposito modulo. In questo modo si riceverà una password che consentirà di accedere ad una area riservata che contiene normative, linee Guida BAC e altre utili informazioni.

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Industrie alimentari: due seminari fanno il punto sugli

standard volontari più richiesti dalla GDO

TeTa - Centro Italiano Servizi dalla Terra alla Tavola - e Gruppo Gelati, in collaborazione con Camera di Commercio e Unione parmense degli industriali, organizzano per le imprese del sistema agroalimentare due seminari sul tema degli standard  volontari maggiormente richiesti dalla GDO. In particolare, verranno presentate le Linee Guida per l’applicazione degli Standard BRC e IFS nelle industrie alimentari, redatte da TeTa con la collaborazione del Gruppo Gelati.

Il primo dei due seminari, dal titolo "Linee guida per l'applicazione degli standard IFS e BRC nelle industrie alimentari"  è in programma giovedì 1 giugno in Camera di Commercio dalle 9,15 alle 12,45. Il secondo, dal titolo "Linee guida per conduzione degli audit negli stabilimenti di produzione di alimenti di origine animale (settore carni)" si svolgerà a Palazzo Soragna, sede dell'UPI, mercoledì 14 giugno 2006 dalle 9,15 alle 12,45. 

Per informazioni e iscrizioni contattare TeTa - Centro Italiano Servizi dalla Terra alla Tavola: info@terratavola.com - fax 0521/502596.

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Una Guida per le imprese agricole e agroalimentari

Uno strumento creato per le imprese agricole e agroalimentari: La Guida sull'Agricoltura è un piccolo volume, scaricabile gratuitamente, diviso in cinque parti:1) strumenti operativi per l'impresa, 2) sicurezza e qualità degli alimenti, 3) attuazione della Pac in Italia, 4) strumenti operativi di filiera, 5) il Sistema Mipaf.

La prima sezione è concentrata sulle nuove opportunità per gli imprenditori e le società agricole (agevolazioni finanziarie, ricomposizione fondiaria, contratti d'affitto, nuova legge quadro per le imprese agrituristiche, nuovo piano irriguo nazionale). La seconda parte punta l'attenzione sull'etichettatura d'origine, sui provvedimenti del Mipaf per la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche, sulla tutela delle indicazioni geografiche e sull'agricoltura biologica.

Una sezione è dedicata all'attuazione della Politica agricola comune (PAC), con richiami sul pagamento unico per le aziende, sui pagamenti accoppiati e infine sulla politica di sviluppo rurale 2007-2013.
Di particolare interesse il capitolo sugli strumenti operativi di filiera, dove si entra nello specifico dei tavoli interprofessionali di filiera, dei contratti di filiera e di quelli di programma.

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 Nuovi interventi normativi su agricoltura, agroindustria e pesca

Sanatoria per i contributi agricoli, blocco degli aumenti contributivi fino al 2008, misure per l'emergenza del settore avicolo, aiuti (65,8 milioni di euro) per la ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero, incentivi per l'uso di biocarburanti di origine agricola, nuovo regime fiscale nel settore della pesca. Sono queste le principali novità contenute nel Testo del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2, con la legge di conversione 11 marzo 2006, n. 81: "Interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa".

Il provvedimento è pubblicato sul Supplemento ordinario n. 58 della Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2006.

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Pomodoro: sull'etichetta andrà scritta la zona di coltivazione

Il decreto 17 febbraio 2006 del Ministero delle politiche agricole stabilisce che nell’etichetta della passata di pomodoro deve essere indicata la zona di coltivazione del pomodoro fresco, al fine di assicurare la più ampia tutela del consumatore. Il riferimento può essere realizzato indicando la zona effettiva di coltivazione del pomodoro fresco coincidente con la Regione oppure lo Stato dove il pomodoro viene coltivato. 

La disposizione entrerà in vigore il 15 giugno 2006. I prodotti già etichettati senza tali indicazioni di origine possono essere venduti fino al 31 dicembre 2007.

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Abolito il Marchio INE per esportazione di vino in Nord America

Con Decreto 8 febbraio 2006 il Ministero delle Attività produttive ha abolito l'obbligo del Marchio INE sulle partite di vino destinate ai mercati del Nord America. Il Decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006, entrerà in vigore il sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione.

E' stata pertanto eliminata la procedura prevista dal RDL 1443/33 che rendeva obbligatoria l'approvazione dell'etichettatura dei vini da parte dell'ICE e l'emissione di un apposito certificato da parte dei laboratori di analisi.

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I prodotti alimentari italiani nel mercato nord americano tra autenticità e imitazione:

convegno presso la Camera di Commercio di Parma 

Si svolgerà lunedì 3 aprile, dalle 10,00 nella Sala Aurea della Camera di Commercio, il convegno Autenticità e imitazione dei prodotti alimentari italiani in Nord America”.

Organizzato da ICE (Istituto nazionale per il commercio estero) e Camera di Commercio di Parma, il convegno si propone di fare il punto sul vasto fenomeno dei prodotti “finti italiani” nei mercati statunitense, canadese e messicano.

Le imitazioni stanno sottraendo quote consistenti di mercato all’autentico Made in Italy. Un esempio? Il 97% dei sughi per pasta venduti sul mercato nord americano sono pure e semplici imitazioni.

Verrà presentata la ricerca commissionata dalla Camera di Commercio e dall’ICE di New York, consistente in un’indagine condotta negli Stati Uniti, in Messico e Canada per “mappare” la presenza di prodotti imitativi italiani e valutare il loro peso sui quei mercati rispetto ai prodotti autenticamente italiani.

La partecipazione al convegno è libera e gratuita. Per esigenze organizzative si prega comunque di inviare la scheda di adesione alla Segreteria organizzativa: fax 0521/233507, tel. 0521/210203, mail: estero@pr.camcom.it

Programma e orari del convegno

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Imballaggi in plastica riciclata e alimenti con "buccia-barriera"

Dal 1° marzo 2006 è entrato in vigore il Regolamento n. 299 che, modificando il Dm 21 marzo 1973, introduce una nuova disciplina igienica degli imballaggi destinati a venire a contatto con le sostanze alimentari. Una lunga serie di alimenti - protetti naturalmente da una barriera - potranno essere contenuti in cassette realizzate in plastica riciclata.

Il decreto è sulla Gazzetta ufficiale n. 37 del 14 febbraio.

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Tracciabilità e rintracciabilità: la nuova normativa

La Camera di Commercio di Parma ha iniziato lo scorso dicembre un ciclo di formazione sulla rintracciabilità, destinato ai responsabili dei servizi qualità e ambiente di strutture pubbliche e private.

Il programma,  sviluppato in sei giornate di formazione in aula, parte dall'analisi del sistema agroalimentare (le filiere, i rapporti di canale e gli accordi interprofessionali) per poi passare alle norme sulla sicurezza alimentare con il libro bianco 2000, il regolamento 178/2002, il pacchetto igiene 2004, le regole della grande distribuzione organizzata, la rintracciabilità di filiera a monte e a valle, e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari.

Per saperne di più in Camera di Commercio: elisabetta.bernardini@pr.camcom.it , tel. 0521/210257.

Le aziende interessate ad avere informazioni sulla nuova normativa, sia volontaria che cogente, in materia di rintracciabilità possono rivolgersi alle proprie associazioni di riferimento. 

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Ogm, via libera dell'Italia ai brevetti

Anche in Italia è possibile brevettare piante e animali geneticamente modificati. E' entrato in vigore il 12 gennaio 2006, il decreto legge 10 gennaio 2006, n. 3 che recepisce la direttiva 98/44/Ce in materia di invenzioni biotecnologiche.

Il provvedimento  apre la strada alla tutela della proprietà intellettuale delle invenzioni che hanno ad oggetto un materiale biologico o il procedimento attraverso il quale esso viene prodotto.

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Sicurezza degli alimenti e delle bevande

La Commissione ha aggiornato la normativa comunitaria IP/05/1659 in materia di bevande: propone regole più chiare per migliorare la qualità, garantire il rispetto degli obblighi internazionali e proteggere le indicazioni geografiche.

Il progetto prevede una politica ben definita per le bevande basata su tre categorie di prodotti derivate dalle definizioni attuali, tenendo anche conto dei requisiti dell’accordo dell’OMC, per proteggere le indicazioni geografiche dell’Unione europea sul mercato mondiale.

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Antitrust: sanzioni sulla pubblicità ingannevole

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 3 novembre 2005, ha applicato per la prima volta i poteri sanzionatori della Legge sulla pubblicità ingannevole, infliggendo una multa all'Associazione Italiana per lo Sviluppo del Digitale Televisivo Terrestre (DGTV).

L'Autorità, che prima, in caso di inottemperanza, poteva solo inviare la denuncia alle Procura della Repubblica, ha applicato la legge, oggi confluita nel Codice del Consumo, entrata in vigore nell'aprile 2005, che le permette di intervenire direttamente nei confronti dell'operatore pubblicitario con multe da un minimo di 1000 ad un massimo di 100mila euro. Nel caso di ripetute violazioni al divieto di diffusione del messaggio ingannevole si può arrivare alla sospensione dell'attività per un periodo massimo di 30 giorni.

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Etichette per esportare prodotti alimentari negli USA

Dal 1 gennaio 2006 sarà obbligatoria l’indicazione del contenuto di grassi insaturi nelle etichette dei prodotti alimentari venduti in USA.

La Food and Drug Administration richiede che l’indicazione del contenuto di grassi insaturi venga inserita nel riquadro nutrizionale. Andrà indicato il contenuto in grammi. L’indicazione è facoltativa se vengono soddisfatte alcune condizioni: ad esempio, se il contenuto per porzione di grassi insaturi è inferiore a 0,5 grammi.

Le aziende che hanno considerevoli quantità di prodotti in magazzino con le vecchie etichette, senza l’indicazione del contenuto di grassi insaturi e  ritengono di non di venderli prima del 1 gennaio 2006, hanno la possibilità di apporre un adesivo con le indicazioni richieste sull’etichetta esistente, oppure possono richiedere alla FDA l’autorizzazione di continuare a vendere anche dopo il 1 gennaio 2006 prodotti con la vecchia etichetta fino ad esaurimento delle scorte.

La richiesta di autorizzazione va inviata direttamente alla FDA, l’indirizzo e-mail è : Extension.Trans@fda.hhs.gov

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Etichette: un decreto garantirà la Denominazione Riservata per panettone e pandoro

Quali caratteristiche devono possedere il vero panettone ed il vero pandoro? Per rispondere a questa e ad altre domande il Ministero delle Attività Produttive (MAP) ha realizzato l'opuscolo: "L'etichetta di panettone, pandoro, colomba, savoiardo, amaretto e amaretto morbido".

L'opuscolo individua gli ingredienti obbligatori e quelli facoltativi dei singoli prodotti ed indica le informazioni che devono comparire necessariamente in etichetta.

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"Passata di pomodoro": chiarimenti dal  Ministero

Il Ministero delle Attività produttive, con  decreto del 23 settembre scorso, fornisce chiarimenti in merito alla definizione di passata di pomodoro: "La denominazione di vendita «Passata di pomodoro» e' riservata al prodotto ottenuto direttamente da pomodoro fresco, sano e maturo, avente il colore, l'aroma ed il gusto caratteristici del frutto da cui proviene, per spremitura, eventuale separazione di bucce e semi e parziale eliminazione dell'acqua di costituzione in modo che il residuo ottico rifrattometrico risulti compreso tra 5 e 12 gradi Brix, con una tolleranza di 3%, al netto del sale aggiunto". 

Non e' consentito, pertanto, concentrare il succo di pomodoro al di sopra di 12 gradi Brix e provvedere poi alla successiva diluizione per la preparazione della passata di pomodoro.

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Valutazione del rischio alimentare: due convegni a Cibus Tec

Due convegni organizzati da  TeTa - Centro italiano servizi dalla Terra alla Tavola, in collaborazione con Agri 2000, si terranno presso le Fiere di Parma, in occasione di Cibus Tec.

Il primo: "Rischio alimentare e tecnologie di valutazione in azienda" avrà luogo martedì 18 ottobre alle 14.30, nella Sala dei 100, e sarà incentrato sull'analisi del rischio alimentare nel contesto internazionale ed europeo, sulla valutazione e gestione del rischio microbiologico negli alimenti e sul controllo del rischio, su  know-how aziendale e competitività.

Il 22 ottobre alle ore 10.00, in Sala dei 300, si parlerà di "Strumenti per la sicurezza e la qualità nella trasformazione alimentare". Tra i temi oggetto di intervento:  gli standard IFS e BRC nelle industrie alimentari, lo standard Eurep-gap, la Norma Iso 22000: 2005 e la gestione aziendale dell'autocontrollo per la corretta prassi igienica.    

Ai partecipanti verrà consegnato il volume "Linee Guida per l'applicazione degli standard IFS e BRC nelle industrie alimentari" pubblicato a cura di TeTa e Camera di Commercio di Parma.

Programmi e scheda di registrazione

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Novità per le etichette di vino e superalcolici

Dal 25 novembre si dovrà segnalare la presenza di anidride solforosa nel vino. Entrano, infatti, in vigore i regolamenti Cee 753/2002 e 199/2004.

Andrà riportata in etichetta o nella retro-etichetta la dicitura  "contiene anidride solforosa" o "contiene solfiti" qualora venga superata la soglia di 10 mg/litro.

La scritta in etichetta dovrà contenere caratteri indelebili e chiari in modo da essere distinguibili dalle altre indicazioni. Non fanno parte dell' etichetta i contrassegni e altri marchi. 

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Somministrazione dell'acqua minerale nei pubblici esercizi: una circolare del Map

Il Ministero delle attività produttive ha emesso in data 6 luglio 2005 una circolare esplicativa (n. 39987) sulla vicenda delle acque minerali, con la quale  viene ribadita la facoltà per il titolare di un pubblico esercizio di scegliere, nel somministrare acque minerali o di sorgente, se fare uso delle bottiglie da 125, 250, 330 500 ml, come indicato nel dm 24 marzo 2005, o anche contenitori di capacità superiore. Nessuna norma lo obbliga, però, a somministrare esclusivamente acque preconfezionate. 
Potrà, pertanto, continuare a servire oltre alla normale acqua di rubinetto anche un bicchiere di acqua minerale
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BioBenessere  per promuovere le produzioni biologiche in Italia e in tutta Europa

"BioBenessere" è il progetto messo a punto da Pro.B.E.R. (associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell'Emilia Romagna) e cofinanziato da Unione Europea ed Agea, che si propone di  incentivare i consumi privati e collettivi dei prodotti bio, ampliare la conoscenza dei principi dell'agricoltura biologica da parte dei consumatori, valorizzare il consumo di prodotti naturali come elemento di benessere ambientale e sociale, divulgare al pubblico le norme europee che disciplinano questo metodo di produzione, i controlli a cui vengono sottoposti i prodotti biologici ed il logo comunitario che li contraddistingue.


Si tratta di un progetto multiprodotto che copre i comparti dell’ortofrutta, cereali e derivati, uova, formaggi, latte e latticini e non finalizzato alla promozione commerciale di un determinato marchio.

Il progetto “Biobenessere” si propone quindi di agire principalmente sul versante dell' informazione, privilegiando quanti ancora ignorano il prodotto biologico senza tuttavia trascurare gli attuali utilizzatori, che vanno invece “fidelizzati” e stimolati nelle loro buone abitudini alimentari già rivolte, in maniera più o meno significativa, ai prodotti dell’agricoltura biologica.

Maggiori informazioni su  www.bio-benessere.it e www.prober.it

E-mail: prober@prober.it

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Prodotti alimentari, l'esperto risponde sul web

Uno strumento in più per consumatori e produttori di prodotti agricoli: è la rubrica "L'esperto risponde" della rivista telematica "Agricoltura italiana on line" del Ministero delle politiche agricole e forestali.

Sarà l'Ispettorato centrale a rispondere a quesiti relativi alla etichettatura dei prodotti alimentari, ai mezzi tecnici di produzione agraria come concimi e mangimi e a dubbi riguardanti il rispetto della normativa vigente in materia di produzioni agroallimentari.

Per formulare le domande sarà sufficiente registrarsi come utente e inviare la richiesta

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 Nuove norme sulla pubblicità ingannevole

Entra in vigore oggi 29 aprile la legge n. 49 del 6 aprile 2005 su le "Modifiche all'articolo 7 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 74, in materia di messaggi pubblicitari ingannevoli diffusi attraverso mezzi di comunicazione". Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 aprile 2005, sanziona la promozione di prodotti i cui requisiti non rispondono alla realtà, ingannando così i consumatori.

Un ruolo fondamentale sarà svolto dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che oltre a definire quali sono in concreto i casi di pubblicità ingannevole potrà disporre anche la sospensione dell'attività di impresa fino a 30 giorni nel caso di reiterato rifiuto a correggere la pubblicità ingannevole.

L'Autorità potrà richiedere all'operatore pubblicitario, ossia al proprietario del mezzo che ha diffuso il messaggio pubblicitario, non solo ogni informazione idonea ad identificare il committente e di esibire copia del messaggio pubblicitario ritenuto ingannevole o illecito.

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Vietata ogni forma di pubblicità degli alimenti per lattanti

Il Ministro della Salute e il Ministro delle Attività produttive hanno vietato ogni forma di pubblicità dei prodotti sostitutivi del latte materno con un Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.78 del 5 aprile 2005. Obiettivo del provvedimento è quello di contribuire a ridurre i prezzi del latte artificiale. 

Il decreto, che entrerà in vigore il 20 aprile 2005, vieta la pubblicità del latte in polvere anche nelle riviste specializzate e scientifiche come pure la donazione di campioni gratuiti o a basso prezzo oppure di forniture; proibisce di sponsorizzare congressi o manifestazioni scientifiche; impedisce l'attribuzione di crediti Ecm a eventi formativi organizzati da aziende produttrici di alimenti per lattanti.

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Nuovo regolamento per l'integrità degli alimenti surgelati

Nuove norme a garanzia del rispetto della catena del freddo e a tutela della qualità degli alimenti e della salute umana: è quanto ha previsto l'UE con il regolamento 12 gennaio 2005 N. 37/2005 sul controllo delle temperature nei mezzi di trasporto e nei locali di immagazzinamento e su quelle di conservazione degli alimenti surgelati destinati all'alimentazione umana.

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Emilia Romagna: indicazioni ai Comuni per la somministrazione di alimenti e bevande

La Deliberazione della Giunta regionale n. 2209 del 10 novembre 2004 fornisce le indicazioni necessarie ai Comuni per la programmazione del rilascio delle autorizzazioni degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

Le scelte che attueranno i Comuni devono favorire la valorizzazione dell’attività di somministrazione e consentire lo sviluppo di formule innovative. Vengono individuate anche le attività che sono escluse dalla programmazione comunale e i casi in cui il Comune può rilasciare autorizzazioni in deroga, nell’ambito di progetti di valorizzazione commerciale e all’interno di grandi strutture di vendita autorizzate.

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In rete tutta la normativa sul commercio

L' INDIS, l' Istituto di Unioncamere per la promozione del settore della distribuzione e dei servizi, in collaborazione con il Ministero delle attività produttive tramite una rete di corrispondenti regionali, ha realizzato una banca dati in cui raccogliere ed aggiornare costantemente la normativa nazionale e regionale in materia di commercio.

La banca dati contiene la normativa nazionale in materia di commercio al dettaglio in sede fissa e su aree pubbliche emanata a partire dal D.Lgs. 114/98 nonchè la normativa regionale prodotta per assolvere alle competenze attribuite alle regioni dal suddetto decreto.

Offre la possibilità di effettuare una ricerca comparata per atti attraverso due modalità:
a) con termini liberamente inseriti dall'utente
b) selezionando una parola "guida", da una griglia di parole predefinite.

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Rintracciabilità: nuove regole per la produzione degli alimenti

Dal 1° gennaio 2005 è in vigore il Regolamento 178/02 dell’Unione europea. Obiettivo: garantire la sicurezza e la tracciabilità degli alimenti.

Le aziende del settore alimentare dovranno provvedere ad attuare la rintracciabilità, cioè la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un ingrediente attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. La norma comunitaria riguarda tutti gli operatori che, a qualsiasi titolo, entrano in contatto con alimenti, materie prime alimentari, semilavorati, ingredienti ed ogni altra sostanza che farà parte di un alimento finito.

Sono inoltre assoggettate alle disposizioni del Regolamento 178/02 tutte le operazioni di carico e scarico, imbarco e sbarco di materie prime alimentari, soprattutto se sfuse. La vera novità consiste nella previsione di predisporre un piano per ritirare il prodotto che si dovesse rivelare pericoloso.

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Nuove regole per l’etichettatura dei vini

Nuove regole dal 1° gennaio 2005  in materia di etichettatura dei vini. L'intento è quello di procedere alla cosiddetta "armonizzazione" dei codici di accisa nei  venticinque Paesi dell'Unione con l’introduzione di un formato standard di codice. Lo stabilisce la circolare Agea  sui “Nuovi codici di accisa e codici ditta” del 4 novembre 2004, protocollo 3305. Il formato standard di codice comprende tredici caratteri alfanumerici. Di questi, i primi due sono quelli identificativi dello Stato nel quale il soggetto assegnatario opera.

Nel caso specifico dell'Italia, dal momento che i codici assegnati comprendono esattamente nove caratteri, non bastando più il solo l'identificativo IT per raggiungere quota tredici, si procederà con l'aggiunta di due zeri, tra l'identificativo e l'attuale codice. Dal primo gennaio 2005, dunque, sui documenti di accompagnamento delle spedizioni nazionali e intracomunitarie occorrerà inserire, prima del codice di cui si è già in possesso, l’ indicazione: IT00.

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Prodotti tipici più tutelati

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n.293 del 15.12.2004 è pubblicato il Decreto Legislativo n. 297/2004 che riguarda la protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari.

Le norme  contro la "pirateria alimentare" sono entrate in vigore il 30 dicembre scorso e prevedono pesanti sanzioni per coloro che mettono in vendita falsi prodotti alimentari tipici a denominazione di origine e a indicazione geografica (Dop/Igp).

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OGM e agricoltura biologica, per una pacifica convivenza

E' sulla Gazzetta ufficiale il D.lgs  279  che regolamenta la coesistenza delle colture transgeniche con quelle biologiche e convenzionali. Il Ministero per le politiche agricole ha visto la necessità di una, seppur minima, regolamentazione per garantire sia la libertà di iniziativa economica dei produttori che il diritto di scelta dei consumatori. Fondamentale, infatti è che le diverse colture siano  praticate senza che l'esercizio di una  comprometta lo svolgimento delle altre.

Il Ministero per le politiche agricole ha istituito un Comitato di esperti per monitorare la coesistenza tra le diverse colture. Il Comitato ha tra gli altri, il compito di proporre le misure relative all'omogeneizzazione delle modalita' di controllo ed all'individuazione delle tipologie di risarcimento dei danni.

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Sanzioni contro la vendita di falsi prodotti a denominazione di origine

E' sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 19 novembre 2004 n. 297 che riguarda le "Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari".

Il provvedimento prevede sanzioni nel caso di mancato rispetto delle regole di produzione, commercializzazione e controllo definite a livello nazionale e comunitario per evitare inganni e garantire l'originalità degli alimenti a denominazioni di origine e ad indicazione geografica.

Maggiori informazioni su GovernoInforma/Dossier.

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Un caso: la revoca dell'autorizzazione per la somministrazione
 

L'autorizzazione per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande può essere revocata dal Comune quando il gestore sospende l'attività per un periodo superiore ai dodici mesi, anche se in quel periodo la società ha svolto altre attività come ad esempio quella di catering.

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 6837 del 20 ottobre scorso, ha respinto il ricorso di una società contro il Comune che le aveva revocato l'autorizzazione alla somministrazione. L'ente aveva accertato che l'attività di tavola calda era cessata da tempo, mentre invece la società continuava a gestire nello stesso luogo l'attività di catering. Quest'ultima non richiede un esercizio aperto al pubblico e quindi non incide e non esclude  la revoca dell'autorizzazione alla vendita di alimenti e bevande da consumare nel locale.

 

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Due italiani su tre si fidano delle grandi marche

La freschezza per il 42% e le garanzie sulla sicurezza per il 23% come prima cosa. E poi il prezzo, il valore nutritivo, il gusto e la marca. Sono le caratteristiche dei prodotti alimentari che contano di più nella scelta degli italiani, secondo l'indagine "La sicurezza e la qualità nella catena alimentare e le vitamine", realizzata dall' Eurisko.

Il 63 % del campione, rappresentativo degli italiani responsabili degli acquisti in famiglia, considera molto alta o abbastanza alta la qualità dei prodotti "firmati" dalle grandi marche e offerti dall'industria alimentare. Fra i motivi per cui quasi due italiani su tre si "fidano" delle grandi marche ci sono la sicurezza della qualità sulle materie prime utilizzate, (che è un motivo di scelta soprattutto tra i giovani e gli anziani), la garanzia di igiene e il controllo di tutte le fasi della produzione. Intervistati anche sul "rischio alimentare", oltre il 50 % dei consumatori italiani ritiene di aver modificato il modo di consumare soprattutto la carne a causa delle varie problematiche legate alla sicurezza, "eredità" degli ultimi anni che ha messo a dura prova il settore. Help Consumatori.

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Licenze programmate per la vendita di alimenti e bevande

Il Consiglio della Regione Emilia Romagna ha approvato le direttive per fissare, da parte dei Comuni, i criteri di programmazione per il rilascio delle autorizzazioni degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

Il provvedimento  applica la L.R. n° 14 del 2003 che disciplina l'esercizio delle attività di somministrazione nel rispetto della normativa comunitaria. In particolare riguarda i  principi  di sviluppo e innovazione della rete degli esercizi, favorendo la crescita dell'imprenditoria e dell'occupazione.

L'obiettivo è garantire trasparenza e qualità del mercato; libera concorrenza e libertà d'impresa, al fine di realizzare le migliori condizioni di prezzi. Si è così passati da un regime di "licenze contingentate" ad uno di "licenze programmate". Ossia il Comune può fissare un limite al numero di licenze da concedere sulla base di diversi criteri tra cui l' evoluzione demografica e dei consumi, l'offerta nell'area, i recuperi di aree di pregio e la previsione di insediamenti di grandi strutture di vendita.

Inoltre sono state  unificate la licenza di somministrazione di alimenti e quella per la somministrazione di bevande.

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Confisca delle merci per i rivenditori che utilizzano le aree pubbliche

Il Ministero delle Attività Produttive, con il parere n. 557071 del 4 ottobre 2004 ha ritenuto legittima la confisca delle attrezzature e delle merci nel caso in cui un commerciante, che eserciti la vendita di tipo itinerante su aree pubbliche, rimanga oltre il tempo necessario alla transazione commerciale.

In questo caso, infatti, a detta del Ministero si configura un'attività di vendita "a posto fisso" senza l' autorizzazione corrispondente. Non solo, viene anche specificato (parere 557072) che la confisca è legittima  quando l'attività in forma itinerante viene svolta nelle fiere ed è quindi considerata "a posto fisso".

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Carni di pollame: più informazioni in etichetta

Con decreto 29 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 241  del 13 ottobre scorso, sono state indicate le modalità per l’applicazione di sistemi volontari di etichettatura alle carni di pollame.

Nell'etichetta verrà inserito un codice o un numero di riferimento dal quale sarà possibile ricavare numerose informazioni: il nesso tra le carni ed il lotto di produzione in allevamento (rintracciabilità), il Paese dell’impresa di produzione, quello di allevamento, ingrasso, macellazione, il laboratorio di sezionamento, l’alimentazione, la forma di allevamento. Per gli animali nati, allevati e macellati in Italia potrà essere riportata un'apposita indicazione che ne sottolinei l' "italianità".

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Bevande analcoliche: nuove regole nella preparazione

E' entrato in vigore il 21 settembre un regolamento che estende la possibilità di introdurre nella preparazione di bevande analcoliche sostanze idonee all’alimentazione umana, oltre alle componenti già autorizzate. Il D.P.R. 230 del 2 agosto 2004 , pubblicato sulla G.U. n. 209 del 6 settembre 2004, modifica il precedente DPR n. 719/1958 in materia di disciplina della produzione e del commercio delle acque gassate e delle bibite analcoliche gassate e non, confezionate in recipienti chiusi.

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Etichettatura delle materie prime

Dall’11 agosto è d'obbligo dichiarare in etichetta la provenienza delle materie prime agroalimentari. Infatti per consentire al consumatore di compiere scelte consapevoli sulle caratteristiche dei prodotti alimentari posti in vendita, l'etichettatura dei prodotti deve riportare l'indicazione del luogo di origine o provenienza. Per luogo di origine o provenienza si intende il Paese o eventualmente la zona di produzione, per un prodotto alimentare trasformato, la zona di coltivazione o di allevamento della materia prima utilizzata  nella preparazione e nella produzione.

Il decreto sull’etichettatura  ha suscitato comunque qualche polemica: il Mercato dell’Unione è soggetto a precise regole sulla libera circolazione dei prodotti alimentari e la disposizione che introduce in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine delle materie prime, determinerebbe una grave discriminazione, sul piano della concorrenza, tra i prodotti italiani e quelli provenienti dagli altri Paesi dell'Unione Europea. A questi infatti la norma non potrà applicarsi, in quanto legittimamente immessi nel Mercato unico nel rispetto delle regole comunitarie. Alla Commissione Agricoltura è stato chiesto di verificare se l'obbligo disposto dall'articolo 1-bis di indicare in etichetta il luogo di origine dei prodotti alimentari, sia compatibile con le norme comunitarie riguardanti l'etichettatura e con i principi connessi alla libera circolazione delle merci.

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Miele: dal 1° agosto obbligatorio dichiarare in etichetta la provenienza

Etichette diverse per mieli con provenienza diversa: il miele raccolto interamente sul territorio nazionale porterà in etichetta la parola "Italia", quello proveniente da più Paesi dell'Unione europea l'indicazione "miscela di mieli originari della CE", quello proveniente da Paesi extracomunitari la scritta "miscela di mieli non originari della CE" e, infine, nel caso in cui si tratti di un mix, l'indicazione "miscela di mieli originari e non originari della CE".

E' questa una delle novità introdotte dal decreto legislativo 179/2004, di attuazione della direttiva 2001/110/CE, in vigore dal 1° agosto. L'altra novità riguarda l'indicazione della scadenza del prodotto: in etichetta occorrerà dichiarare che, passati 18/24 mesi dalla data di produzione, il miele, pur adatto al consumo, comincia a perdere le sue qualità. 

Per chi non rispetterà le nuove norme di etichettatura sono previste multe fino a 6.000 euro. Le scorte esistenti potranno comunque essere esaurite senza sanzioni. Per ulteriori informazioni consulta il sito www.tuttoconsumatori.it.

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Nuove norme per prodotti più sicuri

Entrerà in vigore il prossimo 31 luglio il decreto legislativo 21 maggio 2004 n. 172 che stabilisce, a tutela dei consumatori, nuove norme sulla sicurezza generale dei prodotti. 

Il decreto impone a produttori e distributori l’obbligo generale di immettere sul mercato solo prodotti sicuri e prevede sistemi interni di controllo più incisivi e sanzioni più efficaci. Le norme del decreto si applicano a tutti i prodotti non ancora regolati da specifiche disposizioni. Sono esclusi i prodotti usati forniti come pezzi di antiquariato oppure come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell’utilizzazione, purché il fornitore ne informi per iscritto la persona cui fornisce il prodotto. 

Per prodotto sicuro si intende quello che, in condizioni normali o ragionevolmente prevedibili, non presenti alcun rischio, oppure un rischio minimo compatibile con il suo impiego e ritenuto accettabile nell'osservanza di un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza della persona.

Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito www.governo.it.

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Sì ai dosatori di zucchero nei bar

Il Ministero delle Attività produttive, con risoluzione n. 769422 del 28 maggio 2004, ha fornito alcune precisazioni sull'applicazione del Dlgs 20 febbraio 2004 n.51 che ha disposto il divieto di vendita e somministrazione di zucchero sfuso nei bar, in attuazione della Direttiva comunitaria n. 2001/111/Ce. 

Pur rimanendo valido il divieto di somministrare e vendere zucchero sfuso, divieto che non consente più agli esercizi pubblici di mettere a disposizione dei clienti lo zucchero nelle zuccheriere, è comunque ammesso l'uso dei dosatori perché chiusi e quindi igienicamente adeguati.

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Anche per gli Ogm è in arrivo il brevetto

Anche in Italia sarà presto possibile brevettare piante e animali geneticamente modificati. Concluso l'esame in Commissione, passa infatti all' Assemblea del Senato il testo per il recepimento della direttiva 98/44 già approvato dalla Camera.

Il provvedimento, dello scorso 3 marzo, permetterà di tutelare la proprietà intellettuale delle invenzioni che hanno ad oggetto un materiale biologico o il procedimento attraverso il quale lo stesso  viene prodotto.

Ad oggi solo sei i paesi dell' Ue che  hanno tradotto sul piano nazionale la direttiva: Danimarca, Finlandia, Irlanda, Regno Unito, Spagna e Grecia. Per gli altri permane dal 2002 il richiamo dell' Unione a procedere. Ma non solo, nel 1998 i Paesi Bassi avevano chiesto alla Corte l'annullamento della direttiva, senza ottenerlo.

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Prodotti agricoli di qualità: 10,7 milioni di Euro per promuoverli

La Commissione europea ha approvato 26 programmi di informazione e promozione sui prodotti agricoli di qualità in 12 Stati membri tra cui l' Italia.

Fiori, frutta, vino ed olio di oliva, sono solo alcuni dei prodotti agricoli interessati al provvedimento. Il budget messo a disposizione per i progetti è di 21,5 milioni di Euro di cui il contributo comunitario di 10,7 milioni di Euro, corrisponde  al 50% del  costo. 

I programmi approvati sono comunque solo una parte del progetto previsto per il 2004.

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Sostanze chimiche vietate dalla Ue

Sono in arrivo nuovi divieti dall' Ue per regolare la produzione, immissione in commercio ed uso dei cosidetti "Pops" (persistent organic pollutants), ossia le  sostanze chimiche legate ai processi industriali di fabbricazione di lubrificanti, pesticidi e componenti elettronici.

I nuovi limiti arrivano con il regolamento Ce n. 850/2004 ed obbligheranno gli Stati membri a bandire un gran numero  di sostanze chimiche che, a causa della loro bassa degradazione sono altamente nocive per la salute umana e per l'ambiente, e a mettere sotto controllo l'utilizzo ed il deposito di altre.

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Integratori alimentari: nuove regole a tutela del consumatore

Più chiarezza sugli integratori alimentari: è con questo obiettivo che il Governo, nel Consiglio dei ministri del 21 maggio scorso, ha approvato, in attuazione della direttiva comunitaria 2002/46, un decreto legislativo in materia di integratori alimentari.

Vengono così individuate le denominazioni possibili, le sostanze presenti con i relativi criteri di purezza, le modalità di etichettatura, produzione, confezionamento e immissione in commercio, nel rispetto delle competenze regionali. Per esempio, la presentazione e la pubblicità degli integratori alimentari non potrà attribuire a questi prodotti proprietà terapeutiche, né capacità di prevenzione o cura delle malattia umane. Inoltre la pubblicità degli integratori contenenti come ingredienti piante o altre sostanze naturali non dovrà indurre a credere che sia inesistente il rischio di effetti collaterali indesiderati. Anche la quantità delle sostanze nutritive contenute nel prodotto dovrà essere espressa numericamente sull’etichetta.

Per ulteriori  informazioni: www.tuttoconsumatori.it.

 

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Prodotti biologici, solo i produttori possono venderli sfusi


I prodotti biologici possono essere venduti sfusi, cioè senza l'imballaggio e l'etichettatura prevista dal Regolamento CE n. 2092/1991, soltanto se la vendita al consumatore finale sia effettuata dagli stessi produttori o preparatori.

A precisarlo è anche il Consorzio biologico per lo sviluppo sostenibile, che sottolinea come la menzione in etichetta: "Agricoltura biologica-Regime di controllo CE",  non può essere utilizzata sulle confezioni dei prodotti ottenuti da coltivazioni "in conversione biologica", ovvero nella fase di trasformazione da agricoltura convenzionale ad agricoltura biologica, poiché l'articolo 10 del Regolamento CE 2092/1991 riserva tale menzione ai prodotti che hanno già concluso la fase di conversione.
 

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Bevande di frutta, bevande di fantasia: finisce la confusione
 

Nuova circolare del Ministero delle Attività produttive su "Etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari". E' la  n. 168 bis del 25 marzo 2004  e  chiarisce alcuni punti della precedente circolare del 10 novembre 2003.

Il Ministero precisa che le bevande di fantasia si distinguono dalle altre per un contenuto di succo di frutta inferiore al 12%. Non solo,  devono anche essere presentate con una denominazione di vendita e con modalità tali - per  forma, colore e  immagine - da non creare confusione nei consumatori. Le bevande di fantasia devono inoltre essere prodotte e commercializzate nel rispetto delle regole comunitarie in materia di additivi, etichettatura, presentazione e pubblicità.

 

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Produzione ed etichettatura dello zucchero:

norme nuove in linea con l'Unione europea


Con il decreto legislativo n. 51 del 20 febbraio 2004  la normativa italiana sulle caratteristiche e condizioni della produzione ed etichettatura dello zucchero è stata conformata alla  direttiva 2001/110/CE.

In particolare, sono state definite le denominazioni di vendita e la composizione delle tante tipologie di zucchero: zucchero di fabbrica, zucchero bianco, zucchero raffinato, zucchero liquido, zucchero liquido invertito. E' stato rivisto anche l'utilizzo dei termini "bianco", "semolato", "cristallizzato" che compaiono nelle etichette.

Gli zuccheri conformi alle precedenti disposizioni di legge potranno continuare ad essere commercializzati fino all'11 luglio 2004 e, se etichettati anteriormente, fino all'esaurimento delle scorte.

 

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Regolamento Ce sull'etichettatura dei vini

Sta per entrare in vigore il Regolamento Ce n. 316/2004 del 20 febbraio 2004 che cambia le regole per l'etichettatura dei vini. La Commissione europea ha adottato una serie di modifiche con le quali le due categorie di "menzioni tradizionali" utilizzate sulle etichette per designare i vini di qualità sono state unificate in un'unica categoria e i paesi terzi saranno autorizzati ad utilizzarle t per i loro vini, a condizione che questi rispettino una serie di requisiti tassativi equivalenti a quelli vigenti negli Stati membri.

Il diritto di utilizzare le menzioni tradizionali sarà accordato ai paesi terzi previo esame da parte della Commissione e degli Stati membri delle domande presentate  se tutte le condizioni richieste sono soddisfatte.

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Residui di prodotti antiparassitari negli alimenti

La normativa comunitaria che stabilisce i livelli massimi tollerati di residui di prodotti antiparassitari negli alimenti è aggiornata periodicamente  per tener conto delle nuove autorizzazioni di impiego dei prodotti fitosanitari. In proposito, sono due le direttive adottate di recente, la 2003/118/CE e la 2004/2/CE, entrambe relative ai residui di antiparassitari negli ortofrutticoli, nei cereali e nei prodotti di origine animale e e vegetale. In particolare, non possono più essere impiegate due sostanze: l'antiparassitariea acefato e paration metile poiché pericolose per la salute umana, salvo lo smaltimento delle scorte (decisione CE 119/2003 e 166/2003).

La direttiva 2003/118, in vigore dallo scorso 5 gennaio, dovrà essere attuata negli ordinamenti nazionali entro il 30 novembre 2004.

 

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01 – a)  IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI – PUBBLICAZIONE POSIZIONE COMUNE SU NUOVA REGOLAMENTAZIONE COMUNITARIA

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 48 E del 24 febbraio 2004 è stata pubblicata la posizione comune n.1/2004, definita dal Consiglio dell’Unione Europea il 27 ottobre 2003 in vista dell’adozione della nuova regolamentazione del Parlamento europeo e del Consiglio sull’igiene dei prodotti alimentari.

La nuova regolamentazione andrà a sostituire le disposizioni della direttiva 93/43, tenendo conto delle indicazioni contenute nel regolamento n.178/2002 sulla sicurezza alimentare.

Si richiama, tra l’altro, l’allegato I, contenente i requisiti generali in materia di igiene per la produzione primaria, mentre l’allegato II contiene i requisiti generali  in materia di igiene applicabili a tutti gli operatori del settore alimentare diversi da quelli di cui all’allegato I.

Riserva di dare comunicazione non appena il regolamento sarà adottato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

P.Iodice

 

UNPISI scrive al Ministro Gianni Alemanno per l'Autority Europea della Sicurezza Alimentare

 

Il 27 Agosto u.s. i vertici di UNPISI hanno scritto una lettera per complimentarsi con il Ministro e le istituzioni tutte per le iniziative intraprese nel campo della sicurezza alimentare e per offrire la collaborazione di tutta l'associazione all'attuazione di questi progetti.

 

Scarica il testo della lettera

 

 

 

Igiene – Pubblicazione in G.U.C.E. dei

regolamenti (CE) del Parlamento europeo

e del Consiglio nn. 852, 853, 854/2004.

 

Informiamo  che sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 139, del 30 aprile 2004, sono stati pubblicati i seguenti acclusi regolamenti:

- regolamento (CE) n. 852/2004 del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari;

- regolamento (CE) n. 853/2004 del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale;

- regolamento (CE) n. 854/2004 del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano.

Il regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari, cui Vi rinviamo per l’esame dell’articolato e dei relativi allegati, abroga, con le specificazioni contenute nel comma 3, art. 17 ed a decorrere dalla data di applicazione dello stesso (18 mesi dall’entrata in vigore), la direttiva 93/43/CEE, recepita nel nostro ordinamento giuridico con il noto decreto legislativo n. 155/97.

Regolamento CE n 852/2004

Regolamento CE n 853/2004

Regolamento CE n 854/2004

 
 

PROCEDURA SOSTITUTIVA DEI LIBRETTI DI IDONEITA' SANITARIA

IN EMILIA ROMAGNA

La legge regionale 11 del 2003, "Nuove misure per la prevenzione delle malattie trasmissibili attraverso gli alimenti", ha abolito il libretto di idoneità sanitaria nella Regione Emilia - Romagna: il personale addetto alla produzione, preparazione, manipolazione e vendita di alimenti non deve più sottoporsi alla visita annuale per il suo rilascio o per il rinnovo.
Gli operatori del settore alimentare dovranno invece aumentare l'attenzione per il rispetto delle norme igieniche e comportamentali necessarie per assicurare la salubrità degli alimenti. La legge individua in una specifica formazione, a cui il personale deve sottoporsi, lo strumento più efficace per raggiungere questo obiettivo.
Con la delibera 342 del 2004, la Giunta regionale dell'Emilia - Romagna ha fissato i criteri e le modalità per l'organizzazione dei corsi di formazione e aggiornamento previsti per gli operatori del settore alimentare. I corsi consentiranno il rilascio e il rinnovo dell'attestato di formazione che sostituisce il libretto di idoneità sanitaria.
La delibera contiene una classificazione delle mansioni per le quali la formazione e l'aggiornamento sono obbligatori e definisce le linee guida che i Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali devono seguire per l'organizzazione dei corsi (modalità di svolgimento, periodicità, contenuti).
I link che seguono collegano alle pagine del sito regionale dedicate all'argomento.

 


 

 

 
 

 

Hai domande sulla normativa?

  Ufficio Tecnico Giuridico

 

NOTA BENE: ricordiamo che, nei quesiti,

è indispensabile indicare almeno la Regione

 

 

Hai domande sul commercio

in aree pubbliche?

 Scrivici!

 

 

Quesiti e risposte

 

 

Testo della risposta al quesito della Ditta D'Alessandro Confetture

 

Buongiorno, sono Carlo Oriani, Tecnico della Prevenzione - Ispettore Micologo, Segretario Provinciale e responsabile dell'Ufficio Tecnico Giuridico della Segreteria Nazionale dell'U.N.P.I.S.I..

Il Collega Mezzadri (che legge per conoscenza) mi ha "girato", per competenza diretta, il Vostro quesito circa l'obbligo di indicare, in etichetta, l'impiego di frutta surgelata per la produzione dei Vostri prodotti (nella fattispecie confetture).

Nel quesito si fa cenno ad una contestazione effettuata da Personale appartenente ai N.A.S. dell'Arma, perciò, per esprimere compiutamente un parere in merito gradirei conoscere anche quale sono i reali termini della contestazione, ivi compresa la norma che Essi ritengono violata, e la tipologia dei Vostri prodotti.

In ogni caso posso abbozzare una prima, interlocutoria, risposta, partendo, da un'analisi della normativa.

Le norme per l'etichettatura sono riconducibili al D. Leg.vo 27 gennaio 1992, n 109 e successive modificazioni ed integrazioni.

La norma citata, all'art. 4, comma 3, stabilisce, in effetti, che "La denominazione di vendita comporta una indicazione relativa allo stato fisico in cui si trova il prodotto alimentare o al trattamento specifico da esso subito ... (omissis)". Come si evince chiaramente la denominazione di che trattasi deve fornire indicazioni sullo stato fisico del prodotto o su uno specifico trattamento da esso subito (il comma succitato elenca anche, in modo esemplificativo e non esaustivo, alcuni trattamenti, ad es.: in polvere, concentrato, liofilizzato, surgelato, affumicato). L'obbligo di indicare lo stato fisico è, però, circoscritto espressamente ed in via tassativa, ai soli prodotti alimentari da vendersi al consumatore e non è suscettibile d'estensione agli ingredienti di partenza utilizzati.

In positivo l'art. 5, comma 1, D.P.R. 08.06.1982, n 401, così come modificato dall'art. 4, D. I. 07.05.1992, n 400/R prevede che "La frutta utilizzata per la preparazione dei prodotti di cui all'art. 2 (al punto 2 trovasi la voce "confettura", n.d.s.) può essere sottoposta a trattamenti di calore o freddo, liofilizzazione o concentrazione, sempreché vi si presti tecnicamente.".

Da questa disposizione discende, ad es., l'esclusione dell'integrazione della violazione di cui all'art. 515 C. P., qualora, come nel Vs. caso, s'impieghi frutta surgelata per produrre confettura, oppure gelatina o marmellata, poiché il trattamento di surgelazione è, fuor di dubbio, una tecnica che prevede l'impiego del freddo e, pertanto, rientra nelle previsioni di cui al succitato art. 5 D.P.R. 401/82 e successive modificazioni.

Solo incidentalmente richiamo l'attenzione sul principio di specialità delle norme e del divieto, che da detto principio discende, di applicare per analogia norme speciali a fattispecie non espressamente previste nella norma stessa.

Ritengo, pertanto, che l'obbligo di evidenziare in etichetta che le sostanze alimentari di partenza utilizzate per produrre un certo prodotto sono surgelate non sussista e che ogni pretesa in merito sia priva di fondamento.

Mi riservo, in ogni caso, di esaminare più approfonditamente il Vostro quesito, dopo aver ricevuto indicazioni circa la contestazione dei N.A.S. dell'Arma e dell'etichetta contestata, possibilmente completa (magari "scannerizzata").

Nella speranza di essere stato di qualche aiuto, porgo i miei migliori saluti.  

 

Carlo Oriani

Ufficio Tecnico Giuridico

U.N.P.I.S.I.

 

 

 

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